La Corte Suprema inglese, con decisione del 18 luglio u.s. ([2018] EWHC 1828 (Ch), The Football Association Premier contro British Telecommunications), ha concesso l’estensione dell’ordine di blocco ai flussi di streaming illegali delle partite della FA Premier League, la massima serie del campionato inglese di calcio, gestita dalla Football Association (“FA”).

Un simile ordine di blocco “in tempo reale” era stato originariamente concesso nel 2017, ([2017] EWHC 480 (Ch), The Football Association Premier League Limited contro British Telecommunications plc & Ors) a norma dell’art.s97A del Copyright, Designs and Patents Act del 1988, il quale autorizza la Corte Suprema “a concedere un’ingiunzione nei confronti di un fornitore di servizi, laddove tale fornitore di servizi abbia effettiva conoscenza del fatto che un soggetto terzo utilizzi il proprio servizio per violare il diritto d’autore”), per l’intera stagione 2017/2018, consentendo di interrompere o bloccare quasi 200.000 streaming illegali, ed è stato il primo del suo genere ad essere concesso dai tribunali del Regno Unito. A seguito della richiesta da parte della FA Premier League, di estendere tale ordine, lo stesso avrà dunque nuova validità per la stagione 2018/19, per tutte le partite di Premier League trasmesse. La FA utilizza un’avanzata tecnologia di monitoraggio video per identificare i flussi illeciti, i quali vengono notificati ai fornitori di servizi Internet, tra cui BT Sport, Sky, Virgin Media, e TalkTalk, i quali saranno obbligati a bloccare gli indirizzi IP di tutti i server che trasmetteranno le partite illecitamente.

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