La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12536 della quinta sezione penale, ha confermato l’applicabilità di un diverso regime sanzionatorio nel caso di diffamazione perpetrata attraverso un blog, rispetto al caso in cui la stessa fattispecie di reato risulti integrata da una testata giornalistica (anche telematica). Nel caso di specie, i giudici di legittimità hanno respinto il ricorso avanzato da un blogger contro la misura cautelare del sequestro preventivo, disposta nei confronti del sito sul quale si era verificata la diffamazione. La ricorrente aveva eccepito il carattere “esorbitante” della suddetta misura, sulla base del fatto che il sito presentasse chiaramente una natura “mista”, sottolineata dalla presenza di sezioni rientranti nel genus del blog e altre, invece, in cui veniva svolta attività informativa e giornalistica.

Già con sentenza n. 31022 del 17.7.2015, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione avevano esteso il concetto di stampa all’informazione professionale espressa non solo attraverso lo scritto (giornale cartaceo), ma anche attraverso altro mezzo di diffusione, qual è internet (giornale telematico). Secondo l’interpretazione della Corte, il giornale telematico rispecchia le due condizioni ritenute essenziali ai fini della sussistenza del prodotto stampa, come definito dalla L. n. 47 del 1948, vale a dire l’attività di riproduzione (da intendersi quale potenziale accessibilità di tutti al contenuto dello stampato) e la destinazione alla pubblicazione (da intendersi quale immissione dell’informazione giornalistica in rete, resa così fruibile da parte di un numero indeterminato di utenti). In particolare, la Corte ha precisato che «il giornale telematico, sia se riproduzione di quello cartaceo, sia se unica e autonoma fonte di informazione professionale, soggiace alla normativa sulla stampa, perché ontologicamente e funzionalmente è assimilabile alla pubblicazione cartacea. E’, infatti, un prodotto editoriale, con una propria testata identificativa, diffuso con regolarità in rete; ha la finalità di raccogliere, commentare e criticare notizie di attualità dirette al pubblico; ha un direttore responsabile, iscritto all’Albo dei giornalisti; è registrato presso il Tribunale del luogo in cui ha sede la redazione; ha un hosting provider, che funge da stampatore, e un editore registrato presso il ROC».

In quel caso, la Corte esaminò il ricorso avanzato da due giornalisti indagati per diffamazione nei confronti dell’ordinanza che aveva disposto la misura cautelare del sequestro preventivo (con annesso oscuramento della pagina telematica) di un quotidiano on-line, gestito dagli stessi ricorrenti. Le Sezioni Unite avevano accolto il ricorso sottolineando che “il giornale online, al pari di quello cartaceo, non può essere oggetto di sequestro preventivo, eccettuati i casi tassativamente previsti dalla legge, tra i quali non è compreso il reato di diffamazione a mezzo stampa”. Prima di addivenire alle predette conclusioni, la Suprema Corte ha comunque precisato come, nella “interpretazione evolutiva e costituzionalmente orientata del termine stampa”, non possano rientrare “i nuovi mezzi, informatici e telematici, di manifestazione del pensiero (forum, blog, newsletter, newsgroup, mailing list, pagine Facebook)”.

Avv. Ginevra Proia

© Riproduzione riservata

 

Articoli recenti

Il Tribunale di Roma si pronuncia sulla responsabilità derivante dall’utilizzo di software in assenza di legittima licenza

Articolo di Silvia Perra Con pronuncia resa in data 8 gennaio 2020 dalla Sezione Specializzata in materia d’Impresa del Tribunale di Roma, i giudici sono tornati sull’annosa questione dell’utilizzo senza licenza di software d’altrui proprietà. La vicenda trae origine dal ricorso d’urgenza, depositato...
Categorie Proprietà intellettuale, Approfondimenti, Homepage Continua a leggere

Il Tribunale di Milano impone, in via cautelare, obblighi di “stay down” agli Hosting Provider in casi di pirateria online

Articolo di Riccardo Traina Chiarini La Sezione Specializzata del Tribunale di Milano è tornata a pronunciarsi, in via d’urgenza, sui servizi “IPTV” (Internet Protocol Television) illegali, con due ordinanze (di conferma dei rispettivi decreti già emessi inaudita altera parte, e che non sono state...
Categorie Proprietà intellettuale, Approfondimenti, Homepage Continua a leggere

Dopo il parere dell’Avvocato Generale, la decisione della Corte di Giustizia. La vendita di libri elettronici di seconda mano tramite un sito Internet costituisce comunicazione al pubblico soggetta all’autorizzazione dell’autore

Articolo di Silvia Perra Con la sentenza emessa in data 19 dicembre 2019 (C-263/18, raggiungibile a questo link), la Corte di Giustizia ha dichiarato che la fornitura al pubblico effettuata per il tramite di download di un libro elettronico per un uso permanente...
Categorie Proprietà intellettuale, Approfondimenti Continua a leggere