Il web nemico dell’industria culturale? Un concetto sbagliato e superato“, dice il Direttore di Confindustria Cultura Italia Fabio Del Giudice. “Oggi la rete è la migliore occasione per diffondere i contenuti in modo rapido, efficace ed economico. Non è più il futuro, è il presente. E’ una sfida che affrontiamo con entusiasmo“. “Con questa iniziativa“, aggiunge, “intendiamo accogliere anche l’invito fatto da AGCOM all’industria dei contenuti al fine di sostenere e promuovere l’offerta legale e digitale sul web“.

È con queste parole che è stata accolta la nascita, recentissima in Italia, del portale http://www.mappadeicontenuti.it/ che si propone di fornire un quadro attuale, ed in costante aggiornamento, di tutto il panorama dei servizi streaming ed on demand legali che sono presenti sul mercato italiano e, quindi, accessibili al pubblico di consumers del Bel Paese.

L’iniziativa è stata promossa e sviluppata da Confidustria Cultura Italia, federazione che riunisce al suo interno le più importanti associazioni italiane appartenenti ai settori di editoria e stampa (AIE; ANES), musica (AFI; FIMI; FEM), produzione televisiva (APT), cinema e spettacolo (ANICA; UNIVIDEO). All’interno del portale sono elencate tutte le piattaforme italiane da cui è possibile acquistare e scaricare in modo legale musica, film, videogiochi, e-book, programmi tv e prodotti editoriali specializzati.

Si tratta di una iniziativa derivata (e fortemente stimolata) non solo dal recente avvento di molteplici realtà legali connesse allo sconfinato mondo dell’audiovisivo, ma anche dagli allarmanti numeri della pirateria in Italia, che come sappiamo è enormemente diffusa e tocca volumi pari ai grandi stati del globo (davanti all’Italia ci sono Russia, Messico e Brasile).

L’ufficio USTR degli Stati Uniti (Office of the United States Trade Representative) ha così descritto, a maggio 2013, la nostra situazione: “Nel 2013 l’Italia rimane nella lista d’osservazione. La pirateria su internet rimane alta in Italia, con diverse industrie che riportano come l’Italia ha uno fra i più alti tassi di pirateria online nel mondo. Nonostante l’autorità per le comunicazioni italiana (AGCOM) abbia fatto dei progressi nel combattere la pirateria su internet nel 2011 e a inizio 2012, da allora il processo è in fase di stallo. Come risultato, i detentori di copyright continuano ad affrontare serie sfide per combattere la pirateria online in Italia. Gli Stati Uniti sottolineano l’importanza di fare le giuste azioni per finalizzare e implementare le normative di AGCOM per creare un meccanismo efficace contro tutti i tipi di pirateria online”.

Italia, dunque, terreno fertile per la pirateria on line. Certamente sarà anche una questione da risolvere a livello culturale, andando nelle scuole a spiegare alle nuove generazioni come scaricare un file protetto da copyright sul web non sia molto diverso dal rubare ad una bancarella. Non va però sottaciuto che la richiesta di fruizione di contenuti audiovisivi sul web è stata finora talmente elevata e così eterogenea che, appunto fino a poco tempo fa, difficilmente poteva trovare soddisfazione all’interno di dinamiche lecite di business.

Le recenti campagne di sensibilizzazione e contrasto alla pirateria, che hanno goduto anche di un significativo appoggio istituzionale (vedi recente regolamento AGCOM) e di pronunce giudiziali che possono essere definite epocali, per la loro portata giuridica di principio, hanno condotto l’Italia a vivere un momento molto simile a ciò che era già accaduto negli Stati Uniti circa un paio d’anni fa con Netflix & C.: negli ultimi mesi, difatti, si sta assistendo alla nascita di diverse realtà che si propongono come servizi legali per i consumatori italiani che intendono fruire di contenuti audiovisivi sul web.

La qualità dei contenuti, le modalità di catalogazione, la semplicità di ricerca, accesso, utilizzo ed un prezzo spesso inferiore ai 10€/mese per abbonarsi “fanno gola” agli internauti, pronti anche a sottoscrivere un contratto e pagare qualche danaro pur di essere messi nelle condizioni di poter “vedere bene, subito, con il mezzo tecnologico che si predilige, dove e quando si vuole”.

Come accennato, recentemente il mercato italiano ha visto il proliferarsi di simili attività imprenditoriali. Proviamo a passare brevemente in rassegna le realtà di streaming lecite per comprenderne meglio dettagli, contorni e differenze:

iTunes: è stato fra i primi servizi a porsi come alternativa legale in ambito audiovisivo in Italia, provando a fare ciò che gli è riuscito alla grande nel settore musicale. Apple, tramite iTunes, permette di accedere al suo Store su computer Windows e Mac per noleggiare od acquistare film, serie tv, documentari ecc ecc. I prezzi vanno da 0,99 euro per i contenuti più vecchi in definizione standard ai 4,99 per quelli in HD. Si hanno 30 giorni dall’acquisto o 48 ore dalla prima riproduzione e grazie alla Apple Tv si possono guardare in tv gli acquisti effettuati da altri dispositivi iOS;

Google Play Store: sbarcato in Italia a novembre 2013, gode di un grande traino dal mondo Android, che fa breccia su target molto differenti tra loro. I prezzi sono in linea con i concorrenti e partono da 2.99 euro per il noleggio di film a definizione standard ai 7.99 per l’acquisto sempre a definizione standard. Big G ha già fatto sapere che investirà molto per avere contenuti in esclusiva da major cinematografiche come Paramount Pictures, Sony Pictures Home Entertainment, The Walt Disney Company, Twentieth Century Fox e Warner Bros;

Voddler: arrivato in Italia a maggio 2013, Voddler permette di acquistare film al costo di 10 euro o di affittarli a circa un euro. L’innovazione sta nel fatto che è consentito all’utente di caricare online i propri DVD per condividerli con massimo 10 amici che pagano 5 euro al mese;

Mymovieswide: piattaforma del sito cinematografico Mymovies che a 3,99 euro offre il noleggio in qualità standard solo su PC e Mac per 48 ore. Il vantaggio è di avere le recensioni e i commenti della community in calce a ogni pellicola;

Cubo Vision: portale di Telecom Italia con 30 canali tematici in abbonamento a 9.90 euro al mese. Vi è anche con un’area pay per view in cui acquistare e noleggiare film su smartphone, tablet, smart Tv e Xbox. Il prezzo in noleggio è di 3,99 euro e il tempo di visione di 36 ore;

Xbox Video: creatura di Microsoft tramite il quale i computer Windows, i device Windows Phone e le console Xbox 360 e One possono accedere a Xbox Video , 150.000 titoli tra film e programmi tv con prezzi medi di 4,99 euro per l’HD e 3,99 euro per la definizione standard. Concede all’utente il vantaggio d’interazione con la console, sfruttando i comandi vocali della Kinect e la sincronizzazione tra dispositivi che permette di interrompere la visione su un device per proseguire sull’altro. Il tempo di fruizione è tra i più brevi: 14 giorni dall’acquisto e 24 ore dalla prima riproduzione;

Playstation 3: anche Sony ha il suo Videostore, compatibile anche con la nuova Ps4 e con la portatile Vita. I film noleggiati costano 3,99 euro in qualità standard e 4,99 in HD e restano disponibili per 14 giorni o 48 ore dopo il primo avvio. Da appeal il fatto che si possano cominciare a guardare i contenuti mentre si scaricano senza dover attendere di aver finito il download;

Eagle Shop: vendita on line dei film del catalogo Eagle, fruibili sia in noleggio che in acquisto;

Indieframe: si tratta di un servizio di nicchia, in quanto offre la visione in esclusiva, sia in modalità noleggio che acquisto, di opere cinematografiche di difficile reperibilità in Italia. Compatibile con ogni device (pc, mac, tablet, smartphone).

Netmovie: si tratta del servizio di Media World dedicato al download e allo streaming legale di film in formato digitale. Un totale di 1.576 titoli disponibili su Pc e Mac ed acquistabili attraverso carta di credito e paypal;

Own air: consente la possibilità di avere a disposizione le uscite contemporaneamente sul classico grande schermo ed in rete. Catalogo limitato a 138 fra film, cortometraggi, serie tv e documentari;

Queer Frame: progetto di distribuzione cinematografica ideato dall’Atlantide Entertainment con l’obiettivo di promuovere e diffondere pellicole di nicchia, già conosciute od addirittura dimenticate dal pubblico. Allo stato offre un catalogo di circa 90 titoli;

Samsung Hub: è lo store di intrattenimento digitale del colosso coreano, all’interno del quale si trovano film, musica, giochi, e-book e tanto altro. Il grande vantaggio è la compatibilità e la grande sincronizzazione con i dispositivi Samsung che aumenta la qualità di fruizione del contenuto;

Sony Entertainment Network: idem come sopra, solo di derivazione strettamente nipponica;

Chili Tv: piattaforma in cui partecipa anche RCS con il Cinema Store del Corriere della Sera on line. I film a disposizione sono 2.600 mentre i prezzi si assestano intorno ai 3,99 euro per la definizione standard, dai 4,99 ai 5,99 per l’HD, con offerte per i titoli più vecchi a 0,99 euro. Il tempo di fruizione è di 28 giorni o 48 ore dal primo avvio;

Infinity: ed ecco l’ultima arrivata in termini cronologici, ma forse la più vicina al sistema Netflix.

Dall’11 dicembre 2013 non poteva ovviamente mancare l’offerta legale del Biscione, molto ricca di contenuti, che godono di grande traino dalla diffusione televisiva sulle reti del Gruppo Mediaset. Un ricco catalogo che parte con 5.000 film in alta definizione, fiction, cartoni animati disponibili in streaming ed in continuo aggiornamento. Il servizio funziona su tablet, smartphone, smart tv, decoder digitali e satellitari di ultima generazione, pc, Mac, console di gioco. Bastano 9,99 euro al mese per scegliere tra film in lingua italiana e originale, con sottotitoli e possibilità di ricevere suggerimenti in base ai propri gusti. Per stimolare anche gli appassionati del grande schermo, l’utente avrà accesso anche ad un’ulteriore selezione aggiornata di film in prima visione, non ancora arrivati sulle tv a pagamento, noleggiabili per 48 ore. Infine innovativa la funzione Download&Go per scaricare sul tablet, e poi su smartphone e laptop, i contenuti e vederli quando si vuole, dove non c’è una connessione a portata d’antenna.

Con un’offerta digitale legale di tal genere, così variegata e variopinta da abbracciare ogni branca della produzione cinematografica ed audiovisiva degli ultimi anni, ce n’è per tutti i gusti… anche per il pirata più difficile…

Filippo Catanzaro

© Riproduzione riservata

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail this to someonePrint this page

Articoli recenti

Linking: l’autorizzazione iniziale alla pubblicazione dell’opera ritenuta necessaria dalla giurisprudenza europea

Articolo di Alessandro La Rosa Negli ultimi anni, in tema di diritto d’autore sono sorte interessanti problematiche anche con riferimento all’attività di “linking” tra diversi siti. Tralasciando la definizione tecnica, il link costituisce probabilmente l’elemento centrale della comunicazione online attraverso cui è possibile navigare...
Categorie Proprietà intellettuale, Approfondimenti, Homepage Continua a leggere