Una svolta storica nel contrasto alla pirateria potrebbe arrivare nei prossimi mesi dagli Stati Uniti, patria dei maggiori colossi del web e delle più note piattaforme di video sharing, dove è allo studio una riforma del copyright act che potrebbe garantire al mondo degli autori e dell’industria creativa più efficaci strumenti di contrasto alla pubblicazione illecita di musica, film e ogni altro genere di opera dell’ingegno sul web.

Il Copyright Office (organismo che svolge fra l’altro funzioni consultive in favore del Governo) ha infatti avviato una consultazione al fine di valutare cosa comporterebbe modificare la disciplina attualmente vigente specificando che gli Internet Service Provider (e in particolare le piattaforme di video sharing) sono tenuti, non solo a rimuovere i contenuti “pirata” localizzati dal soggetto leso attraverso la specifica indicazione dell’URL (attraverso il cd. meccanismo del “notice and take down”), ma anche ad impedire che gli stessi contenuti vengano nuovamente pubblicati sulla stessa piattaforma successivamente alla rimozione.

E’ in effetti innegabile che il meccanismo del “notice and take down”, così come attualmente applicato negli Stati Uniti dagli Internet Service Provider, che pretendono la localizzazione tramite URL dei singoli contenuti illeciti di cui si vuole ottenere la rimozione, non è assolutamente efficace nel fornire un’adeguata tutela al mondo dell’industria creativa.

Una tutela che pone in capo agli Internet Service Provider il solo onere di rimuovere i contenuti specificamente localizzati si risolve in una non tutela: chi è intenzionato ad ascoltare, attraverso una piattaforma di video sharing, la hit musicale del momento la va a ricercare inserendo il titolo nei sofisticati motori di ricerca messi a disposizione del pubblico e non digitando l’URL su cui il contenuto è localizzato.

In questo modo chi vuole ascoltare musica pubblicata illegalmente sul web neppure si accorge del faticoso lavoro di contrasto alla pirateria fatto da chi, adeguandosi alle policy predisposte dalla maggior parte degli Internet Service Provider, continua ad inviare segnalazioni contenenti la specifica localizzazione dei contenuti: il successo musicale del momento, pubblicato dall’utente X, una volta rimosso dall’URL su cui era localizzato risulterà accessibile su un differente URL dove sarà stato nel frattempo pubblicato da un altro soggetto (o perché no dall’utente X stesso) e nulla cambierà per chi lo vuole ascoltare che, appunto, inserendo il titolo all’interno del motore di ricerca continuerà ad avervi accesso prima e dopo la segnalazione.

E’ quindi auspicabile una riforma del copyright act che possa garantire, anche negli Stati Uniti, una maggior tutela al mondo degli autori consentendo il passaggio da una procedura ispirata al cd. “notice and take down” (segnalazione e rimozione del contenuto segnalato), verso una differente procedura ispirata invece al “notice and stay down”, nell’ambito della quale il provider dovrà impedire la nuova pubblicazione dei contenuti in precedenza rimossi.

Avv. Daniele Roncarà

© Riproduzione riservata

 

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