Per la seconda volta, dopo aver reso noto nel maggio 2014 che i propri database erano stati violati, Uber, la società californiana di trasporto privato, viene coinvolta in un caso di furto di dati personali. In questo caso, due venditori presenti su AlphaBay Market, un sito accessibile solo attraverso il software Tor (The Onion Router), il cd. dark web, ovvero quello dove la navigazione resta anonima, dichiraano di aver ricevuto offerte aventi ad oggetto migliaia di credenziali di Uber quali il nome degli utenti, le password e le date di scadenza delle carte di credito.

Per il momento, Uber ha negato di essere stata vittima di hackeraggio e si è limitata a suggerire ai propri clienti, per ragioni di sicurezza, di non utilizzare nome utente e password uguali per più siti.

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