Con il referendum che si terrà il 3 novembre a San Francisco, che potrebbe potenzialmente limitare gli affitti temporanei a sole 75 notti l’anno, la città statunitense sferra un duro colpo ai servizi web che come Airbnb offrono alloggi alternativi ai classici alberghi.

La piattaforma online ha reagito con la diffusione di messaggi, dichiarazioni e addirittura cartelli pubblicitari, richiamando, in particolare, i 12 milioni di dollari in tasse pagati ogni anno dai propri utenti allo Stato americano.

Una strategia troppo aggressiva e molto criticata che ha costretto Airbnb a scusarsi e fare marcia indietro tramite un comunicato stampa nonché un successivo chiarimento, sul proprio profilo Twitter, nel quale dichiara di aver effettivamente “sbagliato approccio”.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail this to someonePrint this page

Articoli recenti

Cloud computing e copia privata: la sentenza della Corte di Giustizia UE. Illecita la riproduzione dell’operatore “attivo”

Articolo di Alessandro La Rosa Con l’attesissima sentenza pubblicata lo scorso 29 novembre, avente ad oggetto la causa promossa da VCAST Limited (Vcast) contro Reti Televisive Italiane s.p.a. (“RTI” – società del Gruppo Mediaset), la Corte di Giustizia UE (Causa C-265/16), ha chiarito che...
Categorie Commenti, Proprietà intellettuale, Homepage, Articoli Continua a leggere