Grazie all’accordo raggiunto fra Parlamento e Consiglio europeo, dall’inizio del 2016, entrerà in vigore il nuovo Regolamento in materia di protezione dei dati personali .

L’obiettivo è quello di sfruttare al meglio il mercato unico digitale riducendo la frammentazione e la gravosità degli oneri amministrativi, promettendo alle imprese risparmi annui significativi.

Il disegno normativo prevede anche una direttiva relativa al trattamento dei dati nell’ambito dei procedimenti giudiziari ai fini di una più agevole ed efficiente collaborazione transfrontaliera tra autorità pubbliche e giudiziarie.

Un insieme di regole rigide che confermano, inoltre, le importanti novità dell’originaria proposta del 2012: il meccanismo “one-stop-shop”, ad esempio, che permetterà alle imprese di rivolgersi ad un’unica autorità di vigilanza, con ingenti risparmi di tempo e denaro.

Entro i due anni successivi alla formale adozione dei testi definitivi, tutte le aziende, anche extra UE, saranno tenute al rispetto del Regolamento. In caso contrario, sono previste sanzioni pecuniarie pari al 4% del fatturato mondiale annuo.

Molto discusso il presunto divieto di utilizzo dei più popolari social network per i ragazzi di età inferiore ai 16 anni. In realtà, ciascuno dei 28 Stati membri potrà decidere di impostare il proprio limite di età tra i 13 e i 16 anni.

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