Da un recente studio dell’Euipo, Ufficio della UE che si occupa di proprietà intellettuale, è emerso che nell’ultimo anno il 25% dei giovani tra i 15 e i 24 anni ha utilizzato fonti illegali per accedere a contenuti audiovisivi sul web.

Secondo le risposte fornite dagli intervistati, le ricerche hanno ad oggetto principalmente film e serie televisive seguiti dalla musica e dall’abbigliamento contraffatto.

L’accesso a contenuti digitali da fonti illegali non viene percepito come una irregolarità dagli acquirenti, poiché effettuato principalmente per uso personale. Da quanto dichiarato, l’unico vero rischio avvertito dagli utenti è quello inerente la sicurezza della privacy sui dati della carta di credito ed il rischio di phishing.

Sul podio europeo degli acquisti illegali prima fra tutte è la Francia dove il 34% ha utilizzato fonti illegali per film e musica e l’11% ha acquistato “falsi” beni tradizionali, seguita dalla Spagna (34%) e dell’Italia (21%).

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Categorie Giurisprudenza, Normativa, Proprietà intellettuale, Diritto europeo Continua a leggere