La messa a disposizione del pubblico di libri digitali per un periodo limitato, da parte delle biblioteche, può rientrare nel diritto di prestito sancito dalla direttiva europea n. 2006/115 (concernente il diritto di noleggio e il diritto di prestito), a norma della quale il diritto esclusivo di autorizzare o vietare siffatti noleggi e prestiti spetta all’autore dell’opera, pur facendo salva la possibilità che gli Stati membri deroghino a tale diritto esclusivo – per il prestito pubblico – garantendo agli autori un’equa remunerazione.

Così ha concluso l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia UE Maciej Szpunar chiamato a fornire il proprio parere in un procedimento avviato dalla Vereniging Openbare Bibliotheken, associazione cui aderiscono tutte le biblioteche pubbliche dei Paesi Bassi per ottenere una sentenza che dichiarasse l’obbligo della Stichting Leenrecht, fondazione preposta alla riscossione delle remunerazioni dovute agli autori, di applicare il regime previsto dalla direttiva anche al prestito digitale, e, in particolare, ai prestiti organizzati secondo il modello «one copy one user» (il libro digitale viene scaricato dall’utente per la durata del prestito e non è accessibile ad altri utenti della biblioteca per tutta la durata dello stesso).

L’avvocato generale ha proposto, quindi, di applicare un’interpretazione «dinamica» o «evolutiva» della direttiva, affermando segnatamente che il prestito di libri digitali è un equivalente moderno del prestito di libri cartacei.

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