L’Autorità di regolazione dei trasporti è intervenuta sul tema Uber con una segnalazione al Parlamento e al Governo in cui auspica una riforma legislativa proponendo interventi ed iniziative a soluzione delle controversie.

Andrea Camanzi, a capo dell’Autorità di regolazione dei trasporti ha considerato, in particolare, la possibilità di un cambiamento della legge quadro per il “trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea” (legge 21/1992), incitando Camere ed Esecutivo a dare un adeguato livello di regolazione alle emergenti formule del trasporto non in linea diverse dai servizi di taxi ed NCC dal momento che l’attuale domanda di mobilità sembra sempre più orientata – specie per le fasce di reddito basse e per i giovani –verso un sistema di sharing economy.

Le proposte dell’Autorità sono indirizzate a mantenere l’attuale servizio taxi come servizio di trasporto pubblico non in linea, concedendo però la possibilità agli stessi  di praticare eventualmente sconti o di costituirsi come impresa in modo da poter cumulare licenze e adattare i loro servizi alle esigenze specifiche degli utenti. Per gli Ncc l’autorità ha proposto invece di affidare alle Regioni l’individuazione delle aree sovra comunali di gestione dei servizio di autotrasporto di persone non in linea, compito ora di competenza dei Comuni.

 

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