Un giudice del Tribunale di San Paolo ha ordinato alle maggiori compagnie telefoniche brasiliane di interrompere la fornitura di ogni servizio che consentisse di accedere alla celebre applicazione di messaggistica istantanea.

La misura è stata disposta nell’ambito di un processo per traffico di stupefacenti in cui i gestori dell’applicazione –al fine di tutelare la privacy degli utenti- si erano rifiutati di consentire l’accesso ai messaggi di soggetti indagati.

Contro il provvedimento è rapidamente intervenuto il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, il quale nel ricordare al popolo brasiliano che “Facebook Messenger è ancora operativo”, ha incoraggiato gli utenti a contrastare una scelta del governo ritenuta “triste, perché finora il Brasile è stato un alleato per la creazione di un internet aperto a tutti”, dichiarandosi “allibito che i nostri sforzi per proteggere i dati personali siano sfociati in questa decisione estrema di un singolo giudice che punisce ogni brasiliano che usa WhatsApp”.

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