Lo scorso 4 maggio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea  il nuovo Regolamento UE 2016/679 in materia di protezione dei dati personali, che si pone l’ambizioso obiettivo di assicurare – in tema di privacy – una disciplina uniforme ed armonizzata tra tutti gli Stati membri, con una maggiore responsabilizzazione per le imprese ed, al contempo, significative semplificazioni sugli adempimenti.

Il Regolamento è entrato in vigore il 25 maggio 2016; tuttavia, come recita il proprio art. 99, “esso si applica a decorrere dal 25 maggio 2018” (data a partire dalla quale sarà abrogata l’attuale direttiva 95/46/CE e dalla quale andrà definitivamente in pensione il nostro D. Lgs. n. 196/2003), assegnando così due anni di tempo a tutti i soggetti coinvolti per adeguarsi ed, ai singoli Stati membri, per adottare gli atti normativi necessari a garantire il perfetto allineamento tra la normativa nazionale e le disposizioni del Regolamento.

Soprattutto per i soggetti che – come le imprese – trattano un’ingente mole di dati personali, sorge quindi l’esigenza di verificare la compatibilità delle procedure adottate alle nuove norme del Regolamento, anche alla luce delle pesanti sanzioni previste per i trasgressori, che potranno essere condannati al pagamento di importi fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato.

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