Si è riunito ieri a Roma il Comitato Consultivo formato da Google a seguito della nota sentenza del maggio scorso con cui la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, pronunciandosi sul cosiddetto “diritto all’oblio”, ha ritenuto sussistente la responsabilità diretta del motore di ricerca per l’indicizzazione di notizie e informazioni lesive della privacy, pubblicate su pagine web facenti capo a soggetti terzi.

Finora sono 120.000 le richieste di cancellazione giunte al motore di ricerca da tutta l’Europa; il presidente esecutivo, Eric Schmid, aprendo il dibattito, ha dichiarato che Google si impegnerà a rispettare la sentenza.

Quello di ieri è stato il secondo dei sette incontri che Google ha promosso in diverse città europee per raccogliere le opinioni e i pareri sul tema. La prossima tappa in programma è Parigi.

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