Le Autorità europee a tutela della privacy, tramite l’organismo dell’Article 29 Working Party, hanno deciso di concedersi un anno di tempo per verificare l’efficacia reale del Privacy Shield.

Il nuovo accordo siglato a tutela del trattamento dei dati personali nei rapporti transatlantici Usa-UE, che sostituisce il Safe Harbor, è stato accolto con non pochi dubbi dalle Autorità garanti della Privacy nonostante l’approvazione della Commissione europea.

Tra le novità che destano più preoccupazione vi è l’istituzione di una nuova figura intesa come difensore civico preposto a giudicare su eventuali abusi circa il trattamento dei dati personali degli utenti.

Un anno di tempo, quindi, per rilevare eventuali difetti del sistema instaurato, nonché per verificare l’impatto che una tale intesa può avere sugli equilibri e gli scambi commerciali, in particolare, per le grandi corporation a scapito dei consumatori e degli utenti.

 

Articoli recenti

La messa in rete di una fotografia precedentemente pubblicata, senza restrizioni, necessita sempre dell’autorizzazione del titolare del diritto d’autore

Articolo di Alessandro La Rosa Con sentenza del 7 agosto 2018 (C-161/17 – Land Nordrhein-Westfalen contro Dirk Renckhoff) la Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è pronunciata, positivamente, sulla questione “se la messa in rete su un sito Internet di una fotografia precedentemente pubblicata,...
Categorie Giurisprudenza, Proprietà intellettuale Continua a leggere

Tribunale delle Imprese di Roma: la pubblicazione delle opere di Mediaset attraverso Dailymotion deve essere autorizzata

Articolo di Alessandro La Rosa Già lo scorso 22 febbraio, con provvedimento emesso inaudita altera parte, il Tribunale delle Imprese di Roma aveva ordinato a Dailymotion, video sharing platform francese controllata al 100% dal Gruppo Vivendi, di rimuovere immediatamente tutti i video estratti dal...
Categorie Giurisprudenza, Normativa, Proprietà intellettuale, Diritto europeo Continua a leggere