Pechino dice no all’anonimato di chi carica video in internet: è necessario conoscere nome e cognome reali degli uploaders virtuali. Questa è la posizione del SARFET, organismo governativo che vigila sui media del Paese.

La Cina non è nuova a questo tipo di proposte volte a promuovere la trasparenza. Nel dicembre 2012 è stato approvato un pacchetto di misure che ha imposto ad ogni utente di comunicare all’Internet Service Provider  i propri dati per accedere a servizi web come blog, microblog e forum online. Più recentemente, il Governo ha stabilito che chiunque voglia pubblicare qualsiasi genere di contenuto sul web deve citare la fonte di prima mano.

Tralasciando ogni interrogativo sulle reali motivazioni poste a fondamento degli interventi del governo cinese, rimane la consapevolezza che una maggiore trasparenza e tracciabilità di chi naviga nella rete è presupposto indispensabile per la prevenzione degli illeciti.

 

Fonte: Diritto Mercato e Tecnologia.it

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