Il giudice di seconda istanza di Barcellona ha ordinato ad un operatore galiziano (R Cable y Telecomunicaciones Galicia) di sospendere immediatamente e in via definitiva la connessione internet ad un utente per aver violato i diritti di proprietà intellettuale di varie case discografiche (Promusicae, Wea Internacional Inc, Sony Music Entertainment, Warner Music, Universal Music, e Emi Music) mettendo a disposizione di altri utenti più di 5000 canzoni in una cartella condivisa attraverso una piattaforma peer to peer. La Corte ha così rovesciato la sentenza di primo grado del Juzgado Mercantil di Barcellona, secondo cui la suddetta condotta non integrava violazione del diritto d’autore.

La Corte ha ritenuto non rilevante, a tal proposito, la finalità perseguita dall’utente (scopo di lucro ovvero mera volontà di condivisione dei contenuti).

I giudici spagnoli hanno stabilito che la fissazione di registrazioni musicali nell’hard disk di un computer (permettendo la comunicazione o l’estrazione di copie) costituisce un atto di riproduzione, mentre la messa a disposizione di una pluralità di persone delle registrazioni configura un atto di comunicazione al pubblico. Poiché si tratta di fonogrammi, il diritto esclusivo di autorizzazione della riproduzione e comunicazione al pubblico spetta solo al produttore.

 

Fonte: elmundo.es

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