È indubitabile che il sistema dei media audiovisivi europeo stia vivendo un’evoluzione veloce e marcata, i cui confini sono ancora nebulosi. A protagonisti storici, che in questo periodo stanno vivendo una nuova stagione fatta di cooperazioni ed alleanze fino a poco tempo fa imprevedibili, si aggiungono realtà nuove statunitensi che iniziano a muoversi nel mercato unico europeo.

A tale evoluzione la Commissione UE ha risposto, il 25 maggio, con la presentazione della proposta di revisione della Direttiva 2010/13/UE sui servizi media audiovisivi (“Direttiva SMA”) che sarà incentrata su tre obiettivi principali: (i) una migliore tutela dei consumatori (in particolare dei minori), (ii) una promozione delle opere europee nonché (iii) più indipendenza per i regolatori nazionali.

Più nel dettaglio, questi obiettivi verranno raggiunti agendo su più fronti.

In primo luogo, si cercherà di rendere i regolatori nazionali del settore audiovisivo davvero indipendenti dal potere esecutivo. A tal fine, verranno ampliati i loro poteri: essi avranno (ad esempio) la possibilità di verificare violazioni da parte di siti Web in tema di geoblocking. Al contempo, potranno ordinare l’immediata rimozione di siti Web con contenuti truffaldini e richiedere informazioni sui titolari di siti internet a banche o gestori dei registri di nomi a dominio.

Per tutelare la creatività europea, verrà richiesto alle emittenti televisive europee di continuare a riservare almeno metà del tempo di trasmissione alle opere europee. Al contempo, verranno obbligati i fornitori di servizi a richiesta (es. Netflix) a garantire almeno il 20% di opere europee nei loro cataloghi. È previsto altresì –su base volontaria del singolo Stato membro- di chiedere ai suddetti fornitori on demand anche contributi finanziari alle opere europee.

Verranno inoltre previste nuove regole per l’eCommerce; in particolare, sono previste norme ad hoc che impediscano ai consumatori acquirenti fuori l’UE (on-line ed off-line) di essere discriminati in termini di prezzo pagato, condizioni di vendita o di pagamento. Similmente, le misure contro il cd. geoblocking verranno estese ad altre tipologie di prodotti quali eBook, musica in formato digitale e videogames.

Sarà compito ora degli Stati membri, e del Parlamento europeo, recepire o modificare le proposte effettuate.

Dott. Giovanni Turina

© Riproduzione riservata

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